
Sul pavimento, il riscaldamento del vetro richiede una gestione precisa dei tempi di riscaldamento. I forni utilizzati per il trattamento termico hanno bisogno di un calore che possa essere fornito rapidamente e in modo continuo, ciclo dopo ciclo. Le stazioni di piegatura, invece, non riescono ad adattarsi a un profilo termico dinamico quando la forma del vetro è complessa. Nella laminazione, infine, la presenza di zone fredde all’interno della pressa può causare la formazione di bolle nel vetro.
Quando i riscaldatori funzionano lentamente o con ritardi, si perdono dei minuti per ogni ciclo di lavoro. Questi minuti si accumulano rapidamente, portando a rottami e ordini non consegnati.
Cosa è importante dal punto di vista tecnico
Creiamo riscaldatori a infrarossi ad alta risposta, basati su elementi di quarzo a radiazioni infrarosse vicine (NIR). Il vantaggio è rappresentato da un’elevata densità di potenza e da una bassa inertia termica. Il riscaldamento avviene in meno di 3 secondi, portando la temperatura a 650°C. Sulla superficie emittente si ottiene una densità di potenza di 45–60 W/cm². La superficie emittente mantiene una uniformità di temperatura entro il ±3%, quindi il vetro riceve un campo termico uniforme, senza zone troppo calde o troppo fredde.
La risposta dei controlli è abbastanza rapida da permettere di adattarsi ai cambiamenti di temperatura, evitando così sovraccarichi termici. Questo aiuta a mantenere lo stress termico entro limiti accettabili, riducendo così il rischio di rotture durante il trattamento termico e la piegatura.
Perché funziona nella pratica
Durante il trattamento termico, i riscaldatori raggiungono rapidamente la temperatura di funzionamento e mantengono questa temperatura costante tra le lastre di vetro. Questo migliora la qualità ottica del vetro e la precisione dei bordi, oltre a aumentare la velocità di lavorazione.
Durante la piegatura, una distribuzione uniforme del calore riduce i problemi legati alla deformazione del vetro, soprattutto nei casi in cui i raggi di curvatura sono stretti.
Nella laminazione, la rapida risposta dei riscaldatori riduce i tempi di permanenza del vetro sotto pressione, senza aumentare il consumo energetico complessivo. Di conseguenza, si riducono i rifiuti e migliorano le caratteristiche di uniformità del vetro.
I dettagli necessari
Questi riscaldatori sono compatti e si integrano bene nelle linee di produzione esistenti, ma hanno delle requisiti specifici. L’alimentazione deve essere stabile: è necessario utilizzare una tensione di 230–460 V in corrente trifase, con circuiti dedicati per evitare variazioni di tensione che possano influenzare il funzionamento dei riscaldatori.
È anche importante assicurarsi che ci sia spazio sufficiente attorno all’elemento di quarzo: se non c’è spazio sufficiente, gli effetti di circolazione e convezione possono alterare l’uniformità della distribuzione del calore.
I riscaldatori possono essere integrati come moduli aggiuntivi in molte macchine per il trattamento termico e la laminazione. Prima di procedere con l’installazione, è necessario verificare la geometria di montaggio e l’organizzazione dei terminali.